10 Birrerie Artigianali da Provare al più Presto

Cosa si fa questa sera? Si va a bere una birra con gli amici, viene da dire. Ma… dove? Oggi birreria significa anche buona cucina: formaggi e salumi a km zero, pane fatto in casa… E la birra: se non è artigianale, non se ne parla proprio, italiana chiaramente. La nostra lista raccoglie, a nostro parere, le migliori birrerie con cucina del momento. Prendete l’auto o il treno e provate un’esperienza alternativa che non dimenticherete ed anzi, ripeterete volentieri.

Birrificio Lambrate

Rimaniamo in Lombardia, Giampaolo Sangiorgi, guru del Birrificio Lambrate, è partner di Manuele Colonna e Alfonso Strianese in “Birra – Italian Craft Beer”, il locale di nuova apertura, nato per promuovere la birra artigianale italiana a Berlino.

I pionieri del movimento italiano, sono quelli della birra non filtrata e non pastorizzata che hanno reso simpatico a tutti il dialetto di Milano. Tra i loro prodotti meno noti c’è la Schiscià i ball (“strusia le palle”), il cui nome si riferisce a una superstizione nord-italica: girare su se stessi con il tallone appoggiato sui testicoli di un toro, simbolo di Torino, celebre mosaico pavimentale di galleria Vittorio Emanuele.

Si tratta di una IPA, le amare, non particolarmente acre. Esotica all’olfatto, di un giallo carico gradevole si chiude con una secchezza che richiama la seconda pinta.

Extraomnes

Rimaniamo in Lombardia. Attenti al cane avrebbero detto i romani. Il Cave Canem è il logo di questo famoso birrificio lombardo e va riferito al birraio più che ad un animale! Antipatico ma non troppo, bravissimo, senza regole, è lui che si cela dietro le ricette e la fondazione di Extraomnes e le produzioni coraggiose.
Ma chi non lui, potrebbe fare una birra come l’Impitoyable? La “spietata” è oltre i dieci gradi ma conserva una apparenza innocente: chiara, amarissima, dalla gradazione alcolica diabolica, è l’ultima delle invenzioni con voluto divertirsi.

Baladin

Teo Musso è uno dei più capaci imprenditori italiani, considerato l’iniziatore del fenomeno. Dopo l’inaugurazione del nuovo birrificio, una vera cittadella del Baladin, con i locali Open sparsi in mezza Italia e le birre che hanno una distribuzione capillare, cerca di sfatare i miti con le meraviglie.

Tipo la Xyauyù fumé, maturata in botti di whisky scozzese, normalmente per dodici mesi, portata a quattro anni.

Birrificio Italiano

Il Birrificio Italiano è un esempio di imprenditoria su piccola scala e di successo. Non si può dire di capirci qualcosa di birra italiana finché non si conosce la loro Tipopils.
Ora si sono lanciati in una collaborazione con Crak, altro birrificio degno di nota, con una sorta di manifesto del consumo consapevole: “Fresh is more”, si chiama la birra, più fresca è meglio è. Si tratta di una India pale lager, tanto luppolo e una bassa fermentazione alcolica che ostenta la data di messa in fusto.

Fabbrica della Birra Perugia

Nel 2013 ha riaperto con l’attuale proprietà. Le produzioni degli ultimi anni e qualche collaborazione ben assestata lo hanno fatto diventare Birrificio dell’anno in un Premio importante. Noi segnaliamo la Chocolate Porter, che la guida Birre d’Italia edita da Slow Food inserisce quest’anno tra le “grandi birre”. Con granella di cacao fresco a fine fermentazione, aggiunta di luppolo a mosto freddo, che esalta gli aromi. Golosissima: ricorda un po’ il latte col Nesquik, con  le note di frutta secca.

Loverbeer

Bellissime bottiglie, Valter Loverier è il simbolo delle sour italiane; prodotti davvero unici e  ricorda in tutto e per tutto un vignaiolo piemontese.

La Duvabeer, fatta con mosto di uva freisa, vitigno autoctono e per nulla blasonato, che è riuscito a nobilitare con la fermentazione spontanea è tornato a farla dopo due anni anche se non c’è sul sito, perché della comunicazione, a lui non interessa.

Birrificio Rurale

Siamo a Monza e Brianza. Romanticissimi, quelli di Rurale sono partiti producendo birre in un vecchio silos adibito ad impianto: una delle molte realtà nate da una passione condivisa tra amici che negli anni, è riuscita con fatica a crescere.

La costanza produttiva è certamente il loro punto forte. Va a ruba la Smoky, reinterpretazione della Rauchbier tedesca realizzata con malti essiccati, dal caratteristico sentore affumicato.

Toccalmatto

Sa personalizzare le sue birre in un mercato che si muove velocemente, comunica benissimo: Bruno Carilli, il birraio di Toccalmatto, è innanzitutto un grande osservatore. Tra i suoi punti di forza ci sono le collaborazioni, spesso e volentieri con birrifici esteri dai nomi altisonanti, che fanno figo e impegnano pure. E’ il caso della Matt², dark strong ale leggermente affumicata realizzata partendo da una ricetta del birraio di Hear of the Dog in quel di Fidenza. Per 12 gradi.

Birrificio Montegioco

Riccardo Franzosi, capo del birrificio nel paese omonimo, tra Piemonte, Liguria, Lombardia e Emilia ha prodotti memorabili, e le sue creature si fanno riconoscere. Pensiamo alla Bran (dal nome celtico del corvo), stout strutturata con malti tostati, un mix di caffè e tabacco caldissimo in bocca. Birre che confortano e scaldano il cuore.

Canediguerra

Alessio Gatti ha lavorato da Bruton, Toccalmatto, Brewfist, Bad Attitude, l’esperienza è tangibile in produzioni ottime. Sono quelli dalle stampe psichedeliche e del minimalismo d’etichetta.

Diretti che più di così non si può, con il tappo bianco per le ricette “classiche” e il nero per le edizioni limate. Vi consigliamo la loro Bohemian Pilsner, equilibratissima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *