Moulin Rouge

Il turismo torna a Parigi nonostante la paura terrorismo

I turisti stanno sempre più rifiutando di cedere al timore di essere stati attaccati in un attacco jihadista come il bagni di sangue di novembre del capoluogo francese e che si affollano ancora una volta.

In un rimbalzo iniziato alla fine del 2016, Parigi ha registrato un record di 2,6 milioni di arrivi stranieri nei primi quattro mesi di quest’anno – un aumento del 19 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016.

Il più alto ufficiale di Moulin Rouge, Jean-Victor Clerico, scuote la testa mentre guarda indietro all’anno nero del 2016, quando la sala cavernosa era solo tre quarti in piena notte.

I ballerini ad alto calcio stanno affascinando le case piene di nuovo al Moulin Rouge e gli amanti dell’arte stanno sciogliendo il Louvre mentre Parigi gode di un rilancio del turismo dopo il crollo dei numeri causati dagli attacchi terroristici.

I turisti stanno sempre più rifiutando di cedere al timore di essere stati attaccati in un attacco jihadista come il bagni di sangue di novembre del capoluogo francese e che si affollano ancora una volta.

In un rimbalzo iniziato alla fine del 2016, Parigi ha registrato un record di 2,6 milioni di arrivi stranieri nei primi quattro mesi di quest’anno – un aumento del 19 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016.

Il più alto ufficiale di Moulin Rouge, Jean-Victor Clerico, scuote la testa mentre guarda indietro all’anno nero del 2016, quando la sala cavernosa era solo tre quarti in piena notte.

Il cabaret più famoso al mondo ha apprezzato un breve svolgimento ma una serie di eventi – le proteste di strada contro le riforme del lavoro, il freddo e un fuoco di camion nella città meridionale di Nizza che hanno affermato 86 vite – combinate “per eliminare completamente il ripristino, ” disse.

Da allora gli attacchi terroristici sono diventati più frequenti e diffusi, colpendo non solo la Francia ma anche il Belgio, la Gran Bretagna e la Germania che hanno scatenato “una specie di fatalismo”, ha detto Josette Sicsic, capo della Touriscopie, azienda che tiene conto del comportamento turistico.

Come 68 anni, il turista americano Rinkie Pollack lo ha detto: “Se è il tuo tempo, è il tuo tempo”.

Visitando da San Diego, in California, il pensionato ha detto: “Non c’e ‘in nessuna parte del mondo dove sei al sicuro”.

“Il mondo è cambiato”

Gli attacchi terroristici “influenzano il turismo per periodi più brevi e brevi”, ha detto Sicsic, aggiungendo che le persone vengono a Parigi dicendo: “Devi essere vigile, perché tutti sono consapevoli che il mondo è cambiato”.

Il ministero del turismo prevede un aumento del 5-6 per cento degli arrivi complessivi in ​​Francia quest’anno, per un nuovo record di 89 milioni di visitatori nel 2017.

Il punto più basso per Parigi è arrivato alla fine di marzo 2016 – quattro mesi e mezzo dopo gli attacchi di Parigi, quando i gruppi jihadisti dello Stato islamico hanno colpito le persone ordinarie godendo una serata nei ristoranti alla moda, una sala da concerto e lo stadio nazionale.

Le sparatorie e gli attentati hanno lasciato 130 persone morte e hanno spinto al governo di imporre uno stato di emergenza – che è ancora in vigore dopo essere stato rinnovato diverse volte.

Circa 14,5 milioni di persone hanno visitato il capitale complessivo nel 2016, una goccia del 5 per cento rispetto all’anno precedente.

Anche i numeri turistici dello scorso anno sono stati colpiti da disordini sociali, mentre centinaia di migliaia si sono recati in piazza intorno alla Francia a volte a protestare violentemente contro le riforme del lavoro.

Louvre Parigi

Il Museo Del Louvre a Parigi

Visto che l’articolo su dove fare shopping a Parigi è stato un successo, continuiamo la nostra avventura per le strade della capitale francese con un appuntamento culturale imperdibile.

Se c’è un museo che non può mancare anche nella più fugace visita di Parigi questi è sicuramente il Louvre.

Definito non a torto il museo più famoso del mondo, sorge in un edificio un tempo adibito a fortificazione, poi convertito a residenza reale dei sovrani francesi sino al 1793, anno della realizzazione del Muséum Central des Arts.

L’accesso è dalla maestosa piramide di vetro dell’architetto Ming Pei, opera del 1981 prima aspramente criticata ed oggi oramai nelle grazie dei parigini.

Sia chiaro: visitare il Louvre in una giornata non è un’impresa facile. I 4 piani del museo, infatti, con le circa 30.000 opere esposte, sono veramente smisurati, ed è indispensabile studiare i percorsi più adatti e procurarsi una guida per ottimizzare la visita senza giri a vuoto.

L’ultima volta che sono andata, per esempio, per il solo fatto di essere entrata dalla parte che conoscevo di meno, mi sono ritrovata in uno stanzone pieno di nuovi giochi di slot che tenevano impegnati dei signori di mezza età decisamente poco vogliosi di parlare con me.

GiocondaQuesto per dire che il palazzo del Louvre è uno dei più grandi, interessanti, e misteriosi che possano capitare di visitare. Ci sono talmente tante cose nascoste al suo interno che diventa difficilissimo riuscire a vederle tutte anche solo nell’arco di una vita intera.

Il museo è a forma di U ed è diviso in 3 ali (Sully, Richelieu e Denon), ciascuna sviluppata su 4 piani. 8 sono i dipartimenti principali: antichità orientali, antichità Egiziane, antichità greche, estrusche e romane, arti dell’Islam, sculture, oggetti d’arte, dipinti, arti grafiche.

Quali che siano le vostre intenzioni, non dimenticate un “saluto” alla Gioconda. O ad altre opere fondamentali, come la Vergine delle Rocce (sempre di Leonardo), il San Giorgio e il Drago di Raffaello e sculture del calibro della Nike di Samotracia o della Venere di Milo.

birrerie artigianali

10 Birrerie Artigianali da Provare al più Presto

Cosa si fa questa sera? Si va a bere una birra con gli amici, viene da dire. Ma… dove? Oggi birreria significa anche buona cucina: formaggi e salumi a km zero, pane fatto in casa… E la birra: se non è artigianale, non se ne parla proprio, italiana chiaramente. La nostra lista raccoglie, a nostro parere, le migliori birrerie con cucina del momento. Prendete l’auto o il treno e provate un’esperienza alternativa che non dimenticherete ed anzi, ripeterete volentieri.

Birrificio Lambrate

Rimaniamo in Lombardia, Giampaolo Sangiorgi, guru del Birrificio Lambrate, è partner di Manuele Colonna e Alfonso Strianese in “Birra – Italian Craft Beer”, il locale di nuova apertura, nato per promuovere la birra artigianale italiana a Berlino.

I pionieri del movimento italiano, sono quelli della birra non filtrata e non pastorizzata che hanno reso simpatico a tutti il dialetto di Milano. Tra i loro prodotti meno noti c’è la Schiscià i ball (“strusia le palle”), il cui nome si riferisce a una superstizione nord-italica: girare su se stessi con il tallone appoggiato sui testicoli di un toro, simbolo di Torino, celebre mosaico pavimentale di galleria Vittorio Emanuele.

Si tratta di una IPA, le amare, non particolarmente acre. Esotica all’olfatto, di un giallo carico gradevole si chiude con una secchezza che richiama la seconda pinta.

Extraomnes

Rimaniamo in Lombardia. Attenti al cane avrebbero detto i romani. Il Cave Canem è il logo di questo famoso birrificio lombardo e va riferito al birraio più che ad un animale! Antipatico ma non troppo, bravissimo, senza regole, è lui che si cela dietro le ricette e la fondazione di Extraomnes e le produzioni coraggiose.
Ma chi non lui, potrebbe fare una birra come l’Impitoyable? La “spietata” è oltre i dieci gradi ma conserva una apparenza innocente: chiara, amarissima, dalla gradazione alcolica diabolica, è l’ultima delle invenzioni con voluto divertirsi.

Baladin

Teo Musso è uno dei più capaci imprenditori italiani, considerato l’iniziatore del fenomeno. Dopo l’inaugurazione del nuovo birrificio, una vera cittadella del Baladin, con i locali Open sparsi in mezza Italia e le birre che hanno una distribuzione capillare, cerca di sfatare i miti con le meraviglie.

Tipo la Xyauyù fumé, maturata in botti di whisky scozzese, normalmente per dodici mesi, portata a quattro anni.

Birrificio Italiano

Il Birrificio Italiano è un esempio di imprenditoria su piccola scala e di successo. Non si può dire di capirci qualcosa di birra italiana finché non si conosce la loro Tipopils.
Ora si sono lanciati in una collaborazione con Crak, altro birrificio degno di nota, con una sorta di manifesto del consumo consapevole: “Fresh is more”, si chiama la birra, più fresca è meglio è. Si tratta di una India pale lager, tanto luppolo e una bassa fermentazione alcolica che ostenta la data di messa in fusto.

Fabbrica della Birra Perugia

Nel 2013 ha riaperto con l’attuale proprietà. Le produzioni degli ultimi anni e qualche collaborazione ben assestata lo hanno fatto diventare Birrificio dell’anno in un Premio importante. Noi segnaliamo la Chocolate Porter, che la guida Birre d’Italia edita da Slow Food inserisce quest’anno tra le “grandi birre”. Con granella di cacao fresco a fine fermentazione, aggiunta di luppolo a mosto freddo, che esalta gli aromi. Golosissima: ricorda un po’ il latte col Nesquik, con  le note di frutta secca.

Loverbeer

Bellissime bottiglie, Valter Loverier è il simbolo delle sour italiane; prodotti davvero unici e  ricorda in tutto e per tutto un vignaiolo piemontese.

La Duvabeer, fatta con mosto di uva freisa, vitigno autoctono e per nulla blasonato, che è riuscito a nobilitare con la fermentazione spontanea è tornato a farla dopo due anni anche se non c’è sul sito, perché della comunicazione, a lui non interessa.

Birrificio Rurale

Siamo a Monza e Brianza. Romanticissimi, quelli di Rurale sono partiti producendo birre in un vecchio silos adibito ad impianto: una delle molte realtà nate da una passione condivisa tra amici che negli anni, è riuscita con fatica a crescere.

La costanza produttiva è certamente il loro punto forte. Va a ruba la Smoky, reinterpretazione della Rauchbier tedesca realizzata con malti essiccati, dal caratteristico sentore affumicato.

Toccalmatto

Sa personalizzare le sue birre in un mercato che si muove velocemente, comunica benissimo: Bruno Carilli, il birraio di Toccalmatto, è innanzitutto un grande osservatore. Tra i suoi punti di forza ci sono le collaborazioni, spesso e volentieri con birrifici esteri dai nomi altisonanti, che fanno figo e impegnano pure. E’ il caso della Matt², dark strong ale leggermente affumicata realizzata partendo da una ricetta del birraio di Hear of the Dog in quel di Fidenza. Per 12 gradi.

Birrificio Montegioco

Riccardo Franzosi, capo del birrificio nel paese omonimo, tra Piemonte, Liguria, Lombardia e Emilia ha prodotti memorabili, e le sue creature si fanno riconoscere. Pensiamo alla Bran (dal nome celtico del corvo), stout strutturata con malti tostati, un mix di caffè e tabacco caldissimo in bocca. Birre che confortano e scaldano il cuore.

Canediguerra

Alessio Gatti ha lavorato da Bruton, Toccalmatto, Brewfist, Bad Attitude, l’esperienza è tangibile in produzioni ottime. Sono quelli dalle stampe psichedeliche e del minimalismo d’etichetta.

Diretti che più di così non si può, con il tappo bianco per le ricette “classiche” e il nero per le edizioni limate. Vi consigliamo la loro Bohemian Pilsner, equilibratissima.

sarlat

Se Avete Voglia di Medioevo il Posto Giusto è Sarlat

Non vi è mai capitato di studiare la storia (come materia scolastica), e per un attimo di proiettarvi nel mondo che state studiando provando ad immaginare come si vivesse a quei tempi?

Avete mai immaginato di essere voi al posto degli uomini primitivi, e ad aver immaginato come si vivesse? E delle fortezze e i castelli di cui si parla? Avete mai immaginato di viverci dentro?

Se siete come me, affascinati dalla storia e dai monumenti, soprattutto del Medioevo, ecco che voglio presentarvi un luogo in cui potrete rivivere momenti immersi nel passato che nessuno di noi ha mai visto, ma che possiamo solamente immaginare tramite la lettura dei libri.

Il luogo che più rappresenta il Medioevo, e di cui oggi ho deciso di parlavarvi, si trova in Francia, il nome è Sarlat.

Essa è la capitale del Perigord Noir, una città francese del Medioevo ottimamente conservata, facente parte del patrimonio dell’UNESCO proprio per la sua bellezza e rappresentazione del passato.

Nelle stradine, nei muri di pietra, e nei monumenti sono racchiusi più di mille anni di architettura, che rappresentano un vero e proprio patrimonio per questa città posta a circa 200k km da Bordeux e Tolosa.

Sarlat divenne una città vera e propria nell’ottavo secolo, sviluppandosi intorno ad una abbazia benedettina.

Essa fu il punto di frontiera nella guerra tra il re di Francia e di Inghilterra durante la guerra dei Cento anni, conquistato dagli inglesi nel 1360 e liberata poi dieci anni dopo.

Rimase in una fase di stasi fino al 1700, quando ritrovò prosperità grazie alla creazione della ferrovia.

Oggi, rappresenta una delle città con più monumenti ed edifici antichi, tanto da essere scelta come set per i film in costume.

Ogni attimo vissuto a passaggiare lungo le stradine e i vicoli è come se si vivesse in un’altra epoca, tanto da non riuscire più a comprendere se si trattasse di un sogno o di un vero e proprio ritorno al passato.

La sera però è una delle fasi del giorno più belle in cui è possibile girare per la città, vista la presenza della calde luci delle lampade, che danno l’impressione di guidare con le loro ombre la ricerca della locanda più adatta ai propri gusti.

Il periodo in cui è più frequentata è quello estivo, soprattutto in pieno Agosto.

Quindi, se siete dei tipi non da spiaggia, ma che amate visitare luoghi famosi per il loro passato storico e culturale, non posso fare altro che consigliarvi questa fantastica città che ho vissuto stesso io in prima persona nella scorsa estate.

Tra i monumenti più importanti assolutamente da non perdere, vi consiglio:

  1. La Cattedrale di San Sacerdos, stile romanico ma successivamente modificata in gotico, costruita nel 1317.
  2. La casa di Etienne de la Boétie, il filosofo del rinascimento padre dell’anarchismo.
  3. La Lanterna dei morti, famosa anche come Torre di San Bernardo, costruzione di circa 10 metri sulla cui sommità è presente una lampada accesa, che secondo la tradizione, era una guida per i defunti.

Insomma, se voleste vivere alcuni giorni di cultura, di mistero o provare le sensazioni del passato, al posto vostro non mi farei mai scappare l’occasione di visitare questa fantastica città!

 

mangiare lisbona

Dove Mangerai le Cose più Buone a Lisbona

“Il viaggiatore sta per concludere questo suo giro per Lisbona. Ha visto molto, ha visto quasi niente. Voleva vedere bene, forse ha visto male: è il rischio costante di qualunque viaggio”, diceva José Saramago nel suo “Lisbona”. Cosa direte voi?

Assaggiare i pastéis de nata. Il dolce portoghese è un pasticcino a base di sfoglia croccante ripiena di un’ottima crema all’uovo che fa perdere la testa. Da gustare alla celeberrima Casa Pastéis de Belém, a due passi dal Monastero dos Jerónimos, dove i monaci ne tramandarono la ricetta.

Se invece siete in centro, un’ottima variante è quella di Nata o quella della Confeitaria Nacional in Praça da Figueira.

I portoghesi sono molto orgogliosi delle loro tapas, che chiamano petiscos. Per spizzicarli, il luogo giusto è il Phármacia, un ristorante all’interno del museo dedicato alla medicina con un’incantevole vista sul Miradouro de Santa Catarina.

Un menu che sembra un ricettario servendovi da delle bottiglie che ricordano quelle per le soluzioni fisiologiche, prendere i condimenti direttamente dalla cassetta del Pronto Soccorso… Un ambiente decisamente particolare, e dai piatti eccellenti. Crocchette di anatra con salsa di arancia, salmone affumicato con erba cipollina e dessert da leccarsi i baffi.

Davanti a un altro stupendo miradouro, quello di São Pedro de Alcântara, al confine tra il Bairro Alto e Principe Real, si trova il ristorante dell’ostello The Indipendente, un ostello di lusso ed affascinante, the Decadente.

Qui si possono gustare i piatti della cucina portoghese moderna presentati in chiave creativa, come il baccalà, che qui servono cotto lentamente a 56° con miele e mandorle. Dessert eccezionali, tra cui la torta di mele accompagnata da gelato alla vaniglia: ci si lecca le dita.

Al Café de São Bento servono uno dei piatti più incredibili: la Bife, filetto di manzo servito in una salsa speciale e sovrastato da un uovo all’occhio di bue sarà anche una flebo di colesterolo, ma è la fine del mondo.

In una poco più che bettola, girato l’angolo di Largo Chiado e di Praça Luís de Camões. Da Cabaças servono a meno di 15 euro con birra una delle carni più speciali. Il piatto forte della casa è la picanha na pedra, carne cotta al momento su una pietra incandescente e accompagnata da due intingoli e dal sale grosso. Una goduria.

Il Bacalhau è indubbiamente il protagonista della tavola portoghese. Pescato nell’Atlantico ed essiccato e salato, viene cucinato in centinaia di modi diversi. La tradizione popolare dice che ci sono 366 modi diversi di cucinarlo, una per ogni giorno dell’anno più una per il 29 febbraio degli anni bisestili.

Ve lo serviranno semplicemente alla piastra, assado, fritto con contorno di patate o bollito, cozido, con contorno di patate e cipolle al forno. Girando per ristoranti, negozietti e supermercati noterete che i portoghesi hanno per il baccalà un vero culto: ce ne sono di tutti i tipi, con spessore e salature diverse.

Al bacalhau bisogna aggiungere pesce e frutti di mare che arrivano freschissimi dall’Atalantico. Da non perdere l’arroz de marisco e de peixe, riso con frutti di mare o pesce. Una specialità di Lisbona sono le sardine assade, alla piastra. Sono diffuse in tutto il paese ma nella capitale si mangiano quelle più buone.

shopping parigi

5 Posti per Fare Shopping a Parigi Come un Parigino

Sicuramente Parigi può essere considerata la capitale dello shopping infatti sono tante le zone dove poter comprare un capo o un paio di scarpe all’ultima moda.

Rue de Charonne

Il primo posto sicuramente dove andare per fare dell’ottimo shopping parigino è alla Rue de Charonne. È una sorta di villaggio che si presenta davvero molto bene. Fra l’altro è davvero in una zona molto centrale: sorge dietro al quartiere della Bastiglia.

Sicuramente se andate a Parigi da turisti farete un salto in questa zona, e andare a Rue De Charonne dove praticamente è un villaggio di shopping è praticamente fondamentale. Armatevi ovviamente di una buona carta di credito: in questa zona di negozi emergenti non solo ci sono negozi dove vendono souvenir, ma anche negozi di da abbigliamento di altissima classe.

Insomma, fare shopping a Parigi farà male al vostro portafogli, ma sicuramente non al vostro umore.

Canal Saint Martin

State a Parigi in una vacanza con la vostra ragazza che è innamorata del design e di vedute pittoresche? Ecco la zona da visitare! In effetti Canal Saint Martin è più conosciuta per le sue vedute pittoresche rispetto allo shopping duro e puro. In questo caso invece in negozi sono diversi.

Ci sono infatti parecchi atelier parigini e ci sono anche marchi di moda davvero molto interessanti e fatti molto bene, soprattutto sono in pieno stile parigino. È una zona dedicata più ai giovani che alle persone sopra la quarantina: i negozi sono molto particolari e hanno un occhio al design vintage che vi farà innamorare.

Haute Marais

Vacanza in economica? Perfetto, allora evitate di andare ad Haute Marais. A parte che è una location strapiena di gente. Qui infatti sono presenti negozi di marchi conosciuti e molto prestigiosi. Questa zona vi farà sentire una persona parigina in tutti i sensi. I marchi prestigiosi, le vie caratteristiche moderne vi faranno innamorare della zona.

È una zona quindi molto ricca: non ci sono solamente di abbigliamento ovviamente. In questa zona potrete trovare anche dei ristoranti tipici parigini che vi faranno deliziare il palato con i piatti francesi. Anche in questo caso è una meta da aggiungere alla lista se volete fare un po’ di shopping a Parigi.

Etienne Marcel

Parigi è stupenda, però è anche vero che non tutti i quartieri sono ispirati alla città in sé. Etienne Marcel infatti sembra un mondo a parte. È di fatto un quartiere molto simile dove al suo interno si respira un’aria molto all’americana, come se si fosse in California.

Quando si pensa alla California si pensa al mare, alle grandi spiagge e quindi al relax. Etienne Marcel è proprio questo: un quartiere davvero molto tranquillo dopo esservi fatti una intensa sessione di shopping a Parigi.

In realtà anche qui ci sono moltissimi negozi, sono più negozi però rivolto ad un pubblico vintage che ad un pubblico di una certa importanza. Sicuramente i collezionisti di oggetti in generale in questa zona troveranno pane per i loro denti.

Marche’ St, Pierre a Monthartre II

Strano nome? Il nome sì, ma è una strada dove ci sono negozi che vendono tutti i tipi di tessuti possibili e inimmaginabili.

Per tutti coloro che sono appassionati di tessuti di tutti i tipi potrete unire in questa zona di Parigi il bello di fare lo shopping a Parigi e il piacere di vedere questi negozi che vendono tutti questi tessuti con una miriade di colori che vi faranno davvero impazzire.

Qui avrete davvero l’imbarazzo per la scelta dei colori e dei tessuti. Questa è una zona molto famosa anche per l’affluenza di sarte che arrivano da ogni parte d’Europa. Se volete infatti fare dei vestiti a mano questo è il posto giusto!